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Alla base dello sperone su cui sorge il villaggio di Agio Galas si estende una delle maggiori grotte di tutta la Grecia. È composta da tre sale con stalagmiti e stalattiti di grande effetto, da cui il nome del villaggio trae origine: dalle stalattiti stillano le “gocce di latte” (gala=latte). In seguito agli scavi condotti nelle due sale più basse nel 1938 dalla Scuola Archeologica Britannica e nel 2004 dall’Eforato di Paleoantropologia e Speleologia sono state scoperte importanti informazioni riguardanti l’utlizzo delle grotte in passato.
I ritrovamenti risalgono principalmente al medio e tardo Neolitico (VI - V millennio a.C.), ma alcuni sono anche più tardi. Questo può voler significare che la grotta sia rimasta disabitata per un periodo o si sia verficato un cambiamento degli occupanti. Tra i ritrovamenti ci sono stati diversi articoli di terracotta come ciotole e anfore, strumenti in pietra come macine, attrezzi per tritare, zappe, scalpelli, asce, lame primordiali, rappresentazioni in pietra e argilla di una forma primitiva di religione e ornamenti litici; tutti questi oggetti dimostrano che le persone che vivevano qui si occupavano non solo di caccia e agricoltura, ma anche di un artigianato primordiale. Inoltre è stata attestata la presenza di ossa di animali e pesci e di conchiglie, e per animali si intende sia specie addomesticate come pecore e capre, che animali che venivano cacciati, come ad esempio orsi, leopardi, cervi e cinghiali, oggi estinti dall’isola. É molto interessante da vedere la chiesa di Panagia Agiogalousena, che si trova all’entrata della grotta: un esempio di sviluppi architettonici del modello ottagonale avvenuti più tardi nel monastero di Nea Moni. Panagia Agiogalousena è consacrata alla Madonna del Latte Sacro, è stata costruita durante il XIII secolo in classico stile tardo-bizantino con un’alta cupola e contiene un’iconostasi notevole intagliata nel legno che risale al 1721. Altre costruzioni nei pressi della cappella danno la prova definitiva che questa grotta era usata come monastero in quel periodo. Per esempio più all’interno nella grotta trovate un’altra piccola cappella appartenente allo stesso stile architettonico dedicata ad Agia Anna, anch’essa contenente un’iconostasi intagliata nel legno, nonchè illustrazioni ed affreschi dell’XI - XII secolo, probabilmente i più antichi che si possono ammirare in tutta l’isola di Chios. La grotta più bassa è aperta a visite guidate attraverso i suoi 120 m di lunghezza che si diramano in varie direzioni formando spaziose cavità in cui poter vedere le impressionanti formazioni di stalagmiti. Le visite guidate si svolgono da maggio fino a fine settembre, ogni venerdì, sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 17.00. Per maggiori informazioni potete contattare ENA Chios al numero +30.22710.44830 dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00
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