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Sentiero della valle Malagioti |
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Tipo di sentiero: camminata di difficoltà media attraverso la pianura di Volissos Lunghezza del percorso: 3.009 m Tempo: circa un’ora e venti minuti In prossimità di Volissos, invece di svoltare, rimanete sulla strada principale che conduce ai villaggi sul versante orientale del monte Amani. Non lontano dall’incrocio vedrete un’insegna di legno che descrive il sentiero.
Da qui inizia una strada sterrata che comprende il tratto principale del nostro sentiero. Fate attenzione che per un primo tratto di circa 500 metri potrete incontrare auto di qualsiasi tipo e peso, mentre da lì in poi possono transitare solo veicoli alti (es. jeep). Seguite la strada sterrata, attraversate il fiume ormai prosciugato e continuate a camminare all’interno dei vecchi campi di olivi. Degli incendi hanno bruciato questi campi per ben tre volte, ma la flora è stata ripristinata ed ora l’area è di nuovo verdeggiante. Vicino ai tronchi riarsi degli olivi le piante hanno ricominciato a crescere e nuovi olivi stanno crescendo nonostante i campi sembrino abbandonati. Raggiungete l’area di Vasilika 500 m dopo aver imboccato il sentiero su cui si trova la vecchia chiesa di San Giorgio. Continuiamo e passiamo per una zona di ristoro, da qui ad una distanza di circa 500 m si trova un piccolo segnale sulla sinistra che indica la strada per il primo mulino ad acqua. Seguendo questa deviazione arrivate subito al mulino ad acqua. Nonostante sia in rovina, è ancora possibile distinguere le rimanenti sezioni, ben conservate. Nella zona c’era in passato un antico insediamento. Tornate indietro verso lo sterrato e continuate il tragitto. Alla vostra sinistra, appena sopra la stradina, potete vedere il canale che veniva utilizzato per trasportare acqua del fiume alle cisterne del mulino a Malagioti. Il secondo mulino si trova a poca distanza dal primo ed è quello meglio conservato della zona: l’unico ad avere ancora il tetto e tutte le stanze intatte. Dentro c’è ancora la macina e un bel camino nell’angolo. Manca la ruota del mulino, ma l’interno è in condizioni molto buone e la zona della cisterna è ben definita. Proseguendo per un bel pò per trovare le rovine del terzo mulino dovrete superare un oliveto. Il terzo mulino è un rudere, si possono solo distinguere le macine sotto le macerie degli interni distrutti. Il quarto mulino ad acqua, che appartiene alla famiglia Kagianta, è situato alla fine dello sterrato. Al suo interno c’è una macina datata 1906. Si possono vedere delle macerie di vecchie costruzioni a lato del mulino, costruzioni che sicuramente erano utilizzate per immagazzinare il frumento. La stradina sterrata termina qui, ma il vostro percorso prosegue lungo la riva di un torrente che ha acqua solo quando piove. Giunchi, olivi, platani e pini vi terranno compagnia durante il tragitto. Ad un certo punto, il sentiero giunge al letto del fiume, e lo dovrete attraversare. Il letto del fiume Malagioti è piuttosto largo, ma per quasi tutto l’anno solitamente non c’è acqua nel punto in cui lo dovete attraversare, quindi potete tranquillamente seguire il percorso. In caso effettuiate questo percorso d’inverno o, più specificatamente, in seguito ad un periodo di precipitazioni piovose, quest’area è difficile da attraversare ed è consigliato seguire il sentiero parallelo al fiume finchè non si ritorna alle indicazioni del percorso. Dopo aver attraversato il letto del fiume, raggiungete la chiesetta della Vergine Maria di Loutron o Neromilon (che significano rispettivamente sorgenti e mulini ad acqua) e qui potete fermarvi per una sosta nell’area apposita. Alla fine della vostra gita c’è un meraviglioso prato su cui trovate il quinto mulino ad acqua, anche questo in rovina, un vecchio pozzo e varie costruzioni che dovevano fungere sicuramente da magazzini. I punti più interessanti In generale i mulini ad acqua valgono sicuramente la pena di essere visitati. Nonostante la maggior parte sia in rovina, è possibile comunque capire e dedurre come operassero, ovvero nel seguente modo: un canale portava l’acqua alla cisterna del mulino, da dove poi defluiva verso l’interno del mulino verso la ruota. La ruota girava e mandava l’acqua verso un pilastro di metallo e poi verso la macina situata al centro del mulino. Il frumento si macinava così tra le due pietre della macina in movimento, formando così la farina.
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